
IL CUORE È SEMPRE A SINISTRA
un reading di e con Laura Campiglio
“Il cuore è sempre a sinistra” è il reading tratto dall’omonimo libro di Laura Campiglio pubblicato da People. A partire dal dato di fatto che il cuore, almeno anatomicamente, ha scelto da che parte stare, si configura come una piccola biografia sentimentale della sinistra; un viaggio ironico, sorprendente e allegramente disincantato tra le storie d’amore e le coppie iconiche dell’area progressista.
Da Karl Marx e Jenny von Westphalen a Nelson Mandela e Winnie Madikizela, da Carla Bruni pre-Sarkozy (quando si diceva ancora “epidermicamente” di sinistra) ai Mamdani, la nuova power couple democratica, le coppie politiche, letterarie e artistiche che hanno rappresentato i valori fondativi della sinistra diventano materia d’analisi nei loro slanci e nelle loro umanissime cadute. Battaglie o addirittura rivoluzioni, ma anche gelosie, divorzi, cause legali (senza dimenticare i rapporti con le suocere) vengono raccontati temperando l’inevitabile romanticismo con la giusta dose di cinismo irriverente, allo scopo dichiarato di sostituire la dimensione dell’icona con quella del ritratto, con le sue luci e le sue ombre.
Nel reading si ripercorrono le lotte e le grandi istanze in cui, di decennio in decennio, si è incarnata l’idea di ciò che continuiamo a chiamare sinistra: la lotta di classe, l’antifascismo, i diritti civili, il pacifismo, l’anticolonialismo. Ma dietro la grande storia fanno capolino dettagli inattesi, episodi laterali e pillole pop gustosissime: il Quartetto Cetra che prima di tutti – laddove con “tutti” s’intende prima di Mick Jagger e John Lennon – scrive un pezzo in solidarietà ad Angela Davis, il Vaticano che bacchetta Carla Bruni con una reprimenda in latino, Yoko Ono che vende una mucca a 250mila dollari. E poi, naturalmente, i tradimenti: quello clamoroso tra Ulay e Marina Abramović, quelli programmatici – e filosoficamente inquadrati – tra Sartre e Simone de Beauvoir e la spericolata tresca domestica tra Marx e la governante Lenchen. È la vecchia storia della dicotomia tra teoria e pratica, lo scarto tra il predicare bene e il razzolare così così: se ognuno di noi ha i propri scheletri nell’armadio, sia chiaro che i grandissimi non sono da meno… e quindi sì, il tuo ex ha sicuramente fatto come Che Guevara (se non la rivoluzione, le corna), anche se forse non finirà a fare il testimonial postumo di Mercedes – come invece è accaduto nel 2012 all’eroe della rivoluzione cubana, in un surreale contrappasso capitalista che ben rappresenta le derive paradossali del mito.
Il reading alterna letture, immagini d’epoca, aneddoti storici, comicità e ricerca rigorosa, ed è pensato come un format agile e versatile: dalla versione essenziale – un leggio, una voce e delle storie da raccontare – a formule più elaborate, con diverse voci narranti, dialoghi in scena, accompagnamento musicale. La sua cornice naturale sono festival culturali, librerie indipendenti, circoli e spazi ibridi, con l’intento di parlare non solo ai lettori e agli spettatori genuinamente interessati alla storia della sinistra, ma anche a chi ha voglia di ascoltare storie mai sentite a proposito di nomi che tutti conoscono. Non necessariamente per prendere esempio, ma se il cuore batte da quella parte, un motivo ci sarà.
“Ed ecco il punto: le magagne sentimentali, a destra, sono un copione che ripercorre i classici casi di scuola con qualche variazione sul tema; a sinistra, sono un happening senza spartito che mescola buone intenzioni, esperimenti sociologici e rifiuto dello status quo, con in più una spruzzata di giocosa voglia di complicarsi la vita”.
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