RABBIA MARANZA
[libro in pre-ordine, spedito a partire dal 23 novembre]
Cosa si nasconde dietro la rabbia di una generazione che troppo spesso viene raccontata soltanto attraverso parole come “maranza”, “baby gang”, “degrado” e “sicurezza”? Il libro di Kaabouri prova a cambiare il punto di osservazione, non per difendere né per condannare, ma per capire. Parte dalle vite dei figli e delle figlie dell’immigrazione, dalle periferie, dalle scuole e dalle famiglie, attraversando il razzismo quotidiano, la ricerca di identità e appartenenza, il rapporto con la trap e i social, la costruzione della mascolinità, la violenza e il bisogno di riconoscimento. Fino a interrogarsi su cosa accade quando quella rabbia esplode e su chi abbia interesse a trasformarla in paura e consenso. Prima di giudicare una generazione è necessario ascoltarne le ferite, le contraddizioni e la voce, che raramente trovano spazio nel racconto pubblico.
«Negli anni ci hanno chiamati in molti modi – marocchini, tunisini, albanesi, stranieri, extracomunitari, immigrati, figli degli immigrati, seconde generazioni. Ogni epoca ha la sua parola preferita. Quella che va di moda adesso, quando vedono un gruppo di ragazzi come noi, è questa. Maranza.
Una parola diventata scorciatoia. Una categoria dentro cui mettere migliaia di persone diverse, come se bastasse un taglio di capelli, una tuta, una cassa bluetooth o un accento per spiegare una vita intera.
Ma prima di essere un maranza, ognuno di noi è stato un bambino. Vale la pena di ricordarlo, perché a volte sembra che la nostra umanità venga dimenticata lungo la strada. Nessuno nasce maranza e nessuno nasce arrabbiato.»
Alaeddine Kaabouri è nato in Italia da genitori tunisini. “Straniero” per i primi diciassette anni della sua vita, ha ottenuto la cittadinanza italiana a diciott’anni. Dopo tredici anni vissuti a Berlino, oggi insegna in una scuola superiore professionale del Veneto ed è consigliere comunale a Thiene. È attivista del Collettivo Rotte Balcaniche che da anni si occupa di migrazioni, seconde generazioni, cittadinanza e diritti umani.















