GENOVA OLTRE GENOVA
Sono trascorsi venticinque anni dal G8 di Genova. Un G8 di repressione e sangue. Quei giorni sono passati alla storia ma oggi venti milioni di italiani non ne hanno avuto un’esperienza diretta o indiretta. Eppure, i valori portati in piazza dal popolo noglobal, gli stessi che un tempo indicavano un altro mondo come possibile, oggi sono diventati necessari. Di più, urgenti. Quel vertice non concluse nulla e lasciò che le condizioni planetarie peggiorassero, dalle ingiustizie sociali allo strapotere della finanza. La gestione criminale della piazza ha inferto una ferita non rimarginabile, che ancora getta ombre sulle forze dell’ordine. Un nuovo orizzonte, allora, lo indica proprio Genova. Per difenderci dalla reazione sovranista, che vuole abbattere anche la solidarietà tra gli umani. Dal G8 a domani comincia un’altra storia.
«Quei ragazzi che avevate apostrofato come estremisti, anche se erano operai, anche se erano suore, anche se erano insegnanti e artisti; quei ragazzi che avevate bollato come sognatori da quattro soldi e che neppure vi avevano fatto impressione con le teste spaccate dai manganelli, al contrario degli agenti di polizia aizzati da canaglie in cravatta; quei ragazzi avevano ragione.»
Giovanni Mari – Giornalista del Secolo XIX di Genova. Si è occupato a lungo dello scontro tra i partiti italiani, interessandosi in particolare al tema della propaganda politica. Per People ha pubblicato i saggi Mondiali senza gloria, Genova, vent’anni dopo, Assalto alla fabbrica e Fascistissima. Per Lindau, i saggi storici La propaganda nell’abisso. Goebbels e il giornale nel bunker, Il governo Goebbels. Trenta ore di morte e menzogne e L’orchestra di Goebbels. Ordini e veline alla stampa per manipolare le masse. Suo il romanzo storico Klausener Strasse. 1970: caccia al cadavere di Hitler, diario segreto del KGB, edito da Minerva.
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