ELOGIO DELL'OSTERIA
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Per Andrea Pennacchi, antropologo da bar, l’osteria è molto più di un posto dove bere “l’ultima”: è il luogo in cui si impara a stare al mondo e ad ascoltare gli altri. Per questa ragione ha deciso di tornare nei locali della sua memoria, dove il tempo sembra essersi fermato e ogni bicchiere può diventare l’inizio di una nuova storia. Il suo Elogio dell’osteria è in realtà l’elogio delle relazioni che nascono intorno a un bancone e di quella socialità spontanea che permette alle persone di incontrarsi e fermarsi, per riconoscersi o – più spesso – per perdersi.
Tra ricordi autobiografici, personaggi memorabili e racconti che dalla realtà sconfinano nell’invenzione, Pennacchi ci restituisce un mondo popolare capace di ridere delle proprie debolezze e di trasformare ogni bevuta in una piccola leggenda.
«Ai postumi l’ardua sentenza.»
Andrea Pennacchi – Teatrista dal 1993, è autore di numerose opere tra le quali Eroi, finalista al Premio Off del Teatro Stabile del Veneto, con quasi mille repliche. Per il cinema, tra gli altri ruoli, ha recitato nel pluripremiato Io sono Li di Andrea Segre (e, per lo stesso regista, anche in Berlinguer. La grande ambizione), ne La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati, in Suburra di Stefano Sollima e ne Le città di pianura di Francesco Sossai. Per la televisione, ha lavorato ne Il paradiso delle signore, L’Oriana, Grand Hotel, Non Uccidere 2, Don Matteo e Un passo dal cielo. È spalla di Paola Cortellesi nella serie Sky Petra e ospite fisso di Propaganda Live, in onda ogni venerdì sera su La7. Per People ha pubblicato La guerra dei Bepi (2020), La storia infinita del Pojanistan (2021), Shakespeare and me (2022), Eroi (2023), Tutto Pojana (2025) e Alieni in laguna (2026).
Prefazione di Francesco Sossai
Illustrazioni di Tommaso Catone
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