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STRUZZI!

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Sulla base di 1 recensione, la valutazione è 5.0 su cinque stelle
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NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA, CORRETTA E AMPLIATA. NEL FRATTEMPO, NON È CAMBIATO NIENTE. SE NON PER IL CLIMA

 

Il collasso climatico è ogni giorno più manifesto: la sua urgenza, la sua criticità invadono le pagine di libri e quotidiani, ma è soprattutto la vita della popolazione mondiale a subirne i più feroci effetti. Manca solo un soggetto all’appello: è - incredibilmente - la politica. Inerte, interessata e disinteressata insieme, ha il dovere di muoversi, di affrontare i cambiamenti climatici con un progetto altrettanto potente, adottando le soluzioni e le tecnologie che già ci sono, ripensando il modello economico e sociale a cui siamo tutti soggetti. Per l'Italia, in particolare, il ritardo sul clima coincide con il ritardo del nostro Sistema Paese. Ne è uno specchio. Delle sue incertezze, certo, ma anche delle sue ricchezze nascoste, delle sue intelligenze, delle possibilità che si incontrano ovunque, dietro a ogni angolo, anche se per inerzia o interesse o entrambe le cose non vogliamo vederle.

 

«Gli struzzi, quando si sentono in pericolo o percepiscono un predatore nelle vicinanze, si appiattiscono sul terreno, nascondendo collo e testa. A quel punto, assomigliano a un cespuglio, o vorrebbero sembrarlo tantissimo, per evitare di diventare preda e passare brutti guai. Di qui la leggenda, che la testa finisca sottoterra. Lo struzzo, però, ha una caratteristica. Scoperto, sorpreso, corre. E corre veloce, come poche altre creature sul pianeta.»

 

Giuseppe Civati – Dottore di ricerca in filosofia, già deputato e segretario di Possibile. Ha pubblicato Qualcuno ci giudicherà (Einaudi, 2014) e Voi sapete (La nave di Teseo, 2018). Per People ha curato, tra gli altri, Liliana Segre. Il mare nero dell’indifferenza (2019).

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Recensioni

Valutazione 5 stelle su 5.
Sulla base di 1 recensione
1 recensione
  • Nadia D'Agaro18 feb
    Valutazione 5 stelle su 5.
    Un argomento di cui veramente in pochi vogliono sentir parlare: il riscaldamento globale, chiamato "cambiamento climatico" per minimizzare la percezione del pericolo che incombe sulle future generazioni.

    Surreale quanto accadde a Venezia: dopo che in consiglio regionale del Veneto la maggioranza (Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia) aveva bocciato gli emendamenti che richiedevano finanziamenti per le fonti rinnovabili, l'acqua alta del 12 novembre 2019 invade la sala consiliare di Palazzo Ferro Fini e consiglieri e impiegati sono costretti a fuggire. (Per inciso, di questa acqua alta "eccezionale" parla anche il romanzo "Il libraio di Venezia", di Giovanni Montanaro.)

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